IL MATTINO
12 giugno 2007
«Un bacio ai miei figli»: alla radio il codice del boss
AMALIA DE SIMONE
«Mettetemi la canzone "Libertà". Dedicata tutta a mio fratello Gianni. Fa piacere che si trova sotto alla stella di Napoli». Così dalla frequenza 90.10 Mhz, rigorosamente pirata di Radio Nuova Ercolano, Vincenzo Langella, dava a Giovanni Birra, tramite il dj di turno, Mario, il benvenuto nel giorno del suo trasferimento al carcere di Secondigliano. Langella, tra i 54 affiliati alle cosche ercolanesi arrestati ieri dai carabinieri delle compagnie di Torre del Greco e Ercolano, è il principale protagonista delle trasmissioni di questa sorta «radio clan», l'emittente più ascoltata dai padiglioni di Poggioreale e Secondigliano. Il suo nome in codice era «papà buono» e le sue incursioni radiofoniche servivano a tranquillizzare i detenuti sul fatto che lui non avesse dimenticato i suoi «confratelli» («Lascio un bacio a tutti i miei figli - urlava Langella via radio - tutto passerà»; li incoraggiava: «Metti la canzone di Franco Moreno "Il bello della vita"») e soprattutto, attraverso la dedica di brani musicali, inviava messaggi a tutta l'organizzazione. Quello di utilizzare la radio infatti era il mezzo più semplice e meno rischioso per convocare affiliati, dare appuntamenti, inviare notizie sulle attività della cosca ai reclusi («Questa dedica è per la stanza 88») e talvolta anche sbeffeggiare gli avversari. Le canzoni più gettonate erano quelle con i titoli più adatti al linguaggio in codice: «Mettimi la canzone di Chanel "Ventiquattro»: il numero era un’indicazione su qualche quantità (droga?) o un orario da comunicare a un affiliato. Oppure: «Voglio ascoltare "Appuntamento alle nove", il brano di Pino Mauro», la chiara comunicazione di un appuntamento. Il proprietario della radio, anche lui finito in manette nell'operazione congiunta del commissariato di polizia di Portici e dei carabinieri (guidati dal maggiore Fabio Cagnazzo) era
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